COME ARMARE IL CIRCUITO SPI DI UN FLYING JUNIOR
(a cura dei soci Marco & Matteo)
Avvertiamo subito che copiare da noi non è un gran che, dato
che in regata stiamo sempre dietro, ma può dare qualche spunto.
La comprensione del nostro circuito spi è un po' difficile per
vari motivi:
- lo abbiamo approntato un po' a sentimento cercando di fare il minor
numero possibile di fori su albero e coperta
- la scotta e la drizza sono gialle su coperta gialla
- le foto sono fatte con la telecamera digitale
- la luce non era un gran che e il fotografo meno ancora
- la barca non era completamente armata
Lo scafo in questione è costruito su stampi Alpa leggermente
modificati. Le idee sono comunque adattabili a molti tipi di scafo e
magari anche a classi diverse. Alleghiamo le foto più significative
con qualche commento. Per visualizzarle ad una risoluzione maggiore
cliccate sull'immagine.
Si può notare il braccio (scotta sopravento) che si stacca all'altezza
delle sartie, mentre la scotta (sottovento) parte da poppa: questo si
ottiene con i barber-roller regolabili (vedi + avanti). Il tangone è
fissato al centro per essere simmetrico (abbattuta a bilancino!).
Il
circuito è chiuso e fa il giro a poppa per risalire a centro
barca ad uso del prodiere. Si noti il problema che il braccio scorre
sulla seduta, e in caso di andatura al traverso sotto spi il timoniere
ci si siede sopra impedendo la manovra. Si noti anche l'elastico per
tener alte le cinghie (basta staccarle 5 cm dal fondo!)
Qui si può vedere il sistema di regolazione del barber: a dir
la verità passarlo sotto il cavallotto della landa fa troppo
attrito (gli Alpa originali con le lande passanti in coperta devono
adottare un altro sistema), la scotta è troppo grossa e il bozzello
usato è di recupero.
I cassoni laterali costringono ad un macchinoso
passaggio
tra bozzelli per portare il circuito in basso e al centro. Il nastro
serve per evitare che i bozzelli si rovescino e la scotta si incastri!
Un particolare dell'ultimo passaggio nei bozzelli: deve permettere
di manovrare entrambe le scotte stando su entrambi i lati o inginocchiati
a centro barca.
La
cima giallo-nera è la drizza spi che viene manovrata dal timoniere,
la bianco-rossa è la cima per tener abbassata la deriva: la regolazione
della deriva la fa il prodiere a mano e il timoniere la blocca.
Il gancio sull'albero deve essere ampio per permettere un buon movimento
della varea del tangone (occhione Viadana, varea RWO). L'anellino avvitato
sul rivetto permette di tirare sempre in orizzontale sul cursore.
Partendo da destra: dall'albero esce il cordino per la tensione dello
strallo (blu, sinceramente inutile!);
il
primo paranco (3:1) bianco-verde tensiona le sartiole (bianco-rosse)
che consigliamo di montare (magari in acciaio con due arridatoi) se
non si ha intenzione di costruire una mastra per l'albero (noi abbiamo
storto l'albero con 30 nodi perchè non ce le avevamo!); il secondo
paranco (5:1) rosso-nero è la ghinda del fiocco e si collega
alla drizza (esterna) con un moschettone su una gassa (non pensate di
mettere un anello inox perchè te lo apre come una banana! esperienza);
ultimo è il caricabasso del tangone fatto con un elastico grosso
rivestito con una calza più lunga che funziona da fine corsa
quando la pressione sullo spi aumenta. La rete sul portello è
per i viveri; le sacche spi sono home-made con il fondo di zanzariera
per scolare l'acqua.
L'uscita del carica alto del tangone crea problemi di strisciamento
sui bordi quando il tangone è molto quadrato. Si noti la posizione
originale dell'Alpa (manovra esterna) dove ci sono i fori. L'elastico
unisce i due cavi del trapezio per tenerli dietro alle sartie (copiato
da 2 sorelle olandesi!).
Partendo
dal basso: drizza del fiocco esterna (il grillo è grosso e forgiato
perchè sforza tantissimo); entrata per la regolazione dello strallo
(errori di gioventù: semmai conviene avercelo fisso all'albero
e regolarlo dalla ferramenta di prua); drizza dello spi che soffre di
attriti quando spi è in posizione asimmetrica (tangone strallato)
e si vuole regolare la posizione della penna dello spi o ammainarlo;
banda di riferimento (dalle norme di classe); attacco delle sartie (il
bullone naturalmente è passante); attacco dei cavi del trapezio
(idem per il bullone). i fori sopra corrispondono all'originale posizione
della drizza spi (esterna e fuori norma!).
Qui si possono vedere le sartiole (si agganciano sui cavallotti delle
lande) e la regolazione del carica alto (non è il massimo ma
così è abbastanza comodo).
Ci sarebbero un sacco di altre cose da dire e soprattutto criticare,
ma pensiamo che per cominciare ci sia un po' di materiale su cui perdere
qualche ora di sonno. Noi intanto cerchiamo di migliorare lo stato attuale,
nell'attesa di cambiare albero e ricominciare tutto da capo! Tante altre
dritte su come armare un FJ da regata le trovate sul sito di classe
(http://www.fjclassita.it)
Se avete qualche dubbio o suggerimento fatevi sentire: superzinc@libero.it.
Buon lavoro!
FJ ITA 3775 - Yoghi & Bubu